Hōnen Matsuri, il tè e la silenziosa fertilità della primavera
Ogni anno, verso la metà di marzo, quando in Giappone la primavera comincia a risvegliarsi, un curioso corteo attraversa le strade della piccola città di Komaki, nella prefettura di Aichi. Le persone portano un grande simbolo di legno della vita, cantano, bevono sakè e ridono. Questa antica festa shintoista si chiama 豊年祭 (Hōnen Matsuri) – letteralmente “festival dell’anno abbondante”. Il suo significato è semplice e antico: celebrare la fertilità della terra, l’abbondanza del raccolto e la continuità della vita. Nelle culture agricole la fertilità non riguardava soltanto i campi e il raccolto. La terra genera il riso, gli alberi portano frutti e la donna genera un bambino. Queste tre realtà erano considerate manifestazioni della stessa forza – il profondo ritmo della natura che ogni primavera si risveglia di nuovo. Per questo il simbolismo di Hōnen Matsuri è così aperto e gioioso. Non è provocazione, ma un promemoria che la vita è un dono che si rinnova continuamente.

È interessante notare che questa festa si celebra proprio il 15 marzo. E solo un giorno dopo, il 16 marzo, anche in Europa ci troviamo già sulla soglia della primavera. Nel paesaggio ceco in questo periodo cominciano ad apparire i primi germogli, la terra si ammorbidisce e l’aria ha un profumo diverso. Una persona nata in questi giorni entra nel mondo nel momento in cui l’energia dell’anno si sposta dalla quiete dell’inverno verso la crescita. Nella visione taoista del mondo questo periodo segna il momento in cui la forza yang della primavera comincia a sollevarsi dalla terra. L’inverno appartiene all’acqua e alle profondità; la primavera appartiene al legno e alla crescita. Gli antichi testi cinesi dicono che proprio in questo momento “il qi della terra respira”. Le piante si risvegliano, l’acqua scorre più veloce e la vita comincia a svilupparsi verso l’alto. Non è un caso che proprio in questo periodo compaiano anche le prime foglie di tè. I giovani germogli della pianta del tè sono una delle immagini più pure dell’energia primaverile. In Giappone il primo tè è chiamato 若茶 (wakacha) – “tè giovane”. Si credeva che chi beve il primo tè della stagione assorba la forza del nuovo anno.
Esiste un antico proverbio giapponese:
初物七十五日 – hatsumono nanajūgo nichi
“Chi assaggia i primi frutti della stagione prolunga la propria vita di settantacinque giorni.”
Le giovani foglie di tè quindi non sono soltanto una bevanda. Sono il simbolo del momento in cui la natura nasce di nuovo.
Nella poesia giapponese si dice talvolta che il vapore che sale dal tè fresco ricorda il respiro di una donna. È un’immagine delicata e quasi impercettibile, ma racchiude un’antica idea: la donna, come la terra, è portatrice di vita. Per questo in molte culture la femminilità e la primavera sono naturalmente legate. Se qualcuno nasce proprio verso la metà di marzo, entra nel mondo nel momento in cui la natura si apre di nuovo. L’astrologia direbbe che una persona così nasce sotto il segno dei Pesci o dell’Ariete, al confine tra acqua e fuoco – tra sogno e movimento. I taoisti direbbero che è il momento in cui l’acqua dell’inverno comincia a nutrire il legno della primavera. Una persona nata in questo periodo può portare in sé una particolare sensibilità. La primavera non è solo una stagione di crescita, ma anche di delicatezza. I germogli sono morbidi, la luce è limpida e tutto è appena all’inizio. Forse è proprio per questo che a volte si dice che una donna nata in questi giorni porta in sé qualcosa della primavera stessa – la capacità di risvegliare ciò che ancora dorme. Non in modo rumoroso o drammatico, ma silenziosamente, come quando la prima foglia si apre su un ramo.
Il tè ci ricorda questa delicata filosofia della vita. In una piccola ciotola si incontrano acqua, foglia e tempo. Da pochi elementi semplici nasce una bevanda capace di rallentare la fretta della giornata.
Quando queste immagini si uniscono, emerge un’antica metafora dell’Asia orientale sulla vita: la terra genera germogli, la pianta del tè produce giovani foglie e il cuore umano si apre di nuovo al mondo. Il festival della fertilità ricorda la forza della vita, il primo tè primaverile porta l’energia del nuovo anno e la nascita di una persona in questi giorni è come una silenziosa promessa di un’altra primavera. A volte basta semplicemente sedersi con una ciotola di tè tra le mani e osservare il vapore che sale lentamente. In quel movimento delicato si nasconde l’antico ritmo del mondo – lo stesso ritmo che ogni primavera risveglia la terra, la pianta del tè e il cuore umano.

L’energia primaverile della metà di marzo
Una persona nata intorno al 16 marzo entra nel mondo nel momento in cui la natura si risveglia. Nell’astrologia europea questo è il periodo dei Pesci, poco prima del passaggio all’Ariete. È una soglia particolare – l’acqua dell’inverno non è ancora completamente scomparsa, ma il primo movimento della primavera è già iniziato.
Dal punto di vista taoista è il momento in cui l’energia del legno (primavera) comincia a salire dalle profondità dell’acqua invernale. Questa energia è spesso associata a:
- sensibilità
- intuizione
- capacità di percepire cambiamenti sottili
- un mondo interiore che spesso precede l’azione
È l’energia della germinazione. Non ancora un albero, ma il primo germoglio.
Energia dell’inizio di maggio
Al contrario, il 9 maggio si trova nel pieno della primavera. Nell’astrologia occidentale appartiene al segno del Toro – un segno di terra legato alla stabilità, alla fisicità, alla sensualità e alla capacità di creare realtà concrete. Nel simbolismo cinese si potrebbe dire che il legno della primavera si è già rafforzato e comincia a trasformarsi nell’energia della terra e nella pienezza della vita. L’albero non è più un germoglio, ma ha un tronco solido.
Una persona così spesso porta con sé:
- stabilità
- protezione
- capacità di costruire e mantenere le cose nella realtà
- un forte legame con il corpo, la natura e i sensi
Dal punto di vista taoista la relazione tra queste due energie può essere molto interessante. Marzo – energia iniziale delicata e intuitiva tra acqua e legno. Maggio – energia stabile e terrestre della primavera pienamente sviluppata. Un’energia risveglia, l’altra radica. Proprio come in natura: i primi germogli hanno bisogno della terra che li sostiene. E la terra solida ha bisogno del seme affinché qualcosa possa crescere.
Nella cultura del tè esiste una metafora simile. Le prime foglie di tè primaverili sono delicate, fragili e piene dell’energia dell’inizio. Per diventare però un buon infuso hanno bisogno di acqua e della quiete della ciotola che permetta loro di sviluppare il loro sapore. Si dice talvolta che il tè nasce da tre cose: la foglia, l’acqua e lo spazio tra di esse. E a volte anche le relazioni tra due persone nascono in modo simile. In un’antica metafora dell’Asia orientale, una donna nata a metà marzo può portare il respiro della primavera che si risveglia, mentre un uomo nato all’inizio di maggio può portare la pienezza e la forza della primavera sviluppata. Uno è l’inizio del movimento, l’altro la sua fioritura.
E a volte accade che quando queste due energie si incontrano, ricorda il momento in natura in cui la prima giovane foglia si appoggia al ramo solido di un albero.
È solo un linguaggio simbolico – ma le culture antiche amavano proprio queste immagini, perché a volte riescono a dire più sulle relazioni di quanto possano fare regole precise.


